Rage and Ruin di Jennifer Armentrout

by - maggio 08, 2020



Buongiorno lettori, come state? Oggi voglio portare un nuovo progetto qui sul blog che è inerente ai miei studi e a quello che vorrei fare in futuro. Vi sto parlando della traduzione, infatti questa è la prima di (spero) molte traduzioni qui sul blog. Fatemi sapere nei commenti se vi interessano questo tipo di post (anche perchè sto già lavorando a un'altra traduzione). Intanto, nell'attesa di pubblicare la recensione del primo volume di questa serie, vi ricordo di andare a vedere il reading vlog che è uscito su Youtube dove ve ne parlo (ve lo lascio qui sotto). 


Pochi giorni fa Jennifer Armentrout ha mandato una mail tramite la newsletter (vi consiglio di iscrivervi alla sua newsletter per non perdervi niente) in cui ha fatto un po' il recap delle nuove uscite, e in cui è apparso per la prima volta un estratto di Rage and Ruin, il secondo libro della serie Harbinger (spin-off della serie The Dark Elements), che uscirà il 9 giugno in lingua originale, e di cui è già aperto il pre-order se siete interessati. 


Rage and ruin
di Jennifer L. Armentrout
(Harbinger #2)
Editore: Inkyard Press
Data di uscita: 9 giugno 2020 (inglese)
Pubblicazione in Italia: non definita
Pagine: 576


Trama:

La mezza-angelo, Trinity, e il suo protettore, Zayne, hanno collaborato con i demoni per fermare l'apocalisse, evitando di innamorarsi. Il Messaggero sta arrivando... ma chi o cosa è? Tutta l'umanità potrebbe precipitare se Trinity e Zayne non riescono a vincere la corsa contro il tempo mentre le forze oscure si radunano.
Con l'aumentare delle tensioni, devono rimanere vicini e pattugliare le strade di Washington di notte, cercando segni del Messaggero, un'entità che sta uccidendo Guardiani e demoni senza alcuna ragione apparente. Siccome gli è proibito stare insieme, Zayne e Trinity combattono i loro sentimenti, e si rivolgono a fonti insolite per aiutarli - il demone Roth e la sua schiera. Ma mentre le morti si accumulano e viene scoperto un sinistro complotto che coinvolge il liceo locale e che mette in pericolo qualcuno caro a Zayne, Trin si rende conto che è stata guidata e usata per un qualche fine sconosciuto. Mentre la rabbia si accumula e i sentimenti sfuggono al controllo, diventa chiaro che la rabbia può essere la rovina di tutti. 



Estratto:

La porta si aprì, e l'ansia mi esplose nello stomaco quando Zayne entrò.
Accidenti!
Indossava una semplice t-shirt bianca e dei jeans scuri, che sembravano fatti su misura solo per lui. Il materiale si estendeva sulle ampie spalle e sul petto, ma si adattava perfettamente alla sua vita stretta e affusolata. Tutti i Guardiani erano grandi nella loro forma umana, ma Zayne era uno dei più grandi che io avessi mai visto, infatti era alto quasi due metri.
Zayne aveva dei bellissimi capelli biondi e folti, con quel tipo di onde naturali che non avrei potuto ricreare neanche con un’ora di lavoro, un tutorial su Youtube e una dozzina di ferri arricciacapelli. Oggi erano annodati sulla nuca, e speravo che non se li sarebbe mai tagliati. 
Mi vide immediatamente, e anche se non potevo vedere i suoi occhi da dove ero seduta, potevo sentire il suo sguardo fisso su di me. Era in qualche modo pesante e delicato, e mi fece scorrere un sottile brivido di consapevolezza su per le braccia. Fui grata di non essere più aggrappata al vetro.
­­­­«Ehi, dormigliona» disse, mentre la porta dell’ascensore si richiuse dietro di lui. «Felice di vederti sveglia e in movimento.»
«Mi dispiace di aver dormito fino a tardi.» Sollevai le mani e poi le rimisi in grembo, non sapendo cosa farne. Aveva dei documenti arrotolati e nascosti sotto un braccio e un sacco di carta marrone nell’altra mano. «Hai bisogno di una mano con quelli?» chiesi, anche se era una domanda stupida, considerando che Zayne poteva sollevare una Ford Explorer con una mano.
«Nah. E non ti scusare. Avevi bisogno di riposare.» I suoi lineamenti per me erano sfocati, anche con gli occhiali, ma diventarono più chiari e nitidi a ogni passo che faceva verso di me.
Il mio sguardo si allontanò velocemente, ma quello non mi impedì di sapere che aspetto avesse. Era assolutamente, incredibilmente, brutalmente bello. Potrei trovare molti altri aggettivi per descriverlo ma, in tutta onestà, nessuno gli avrebbe reso giustizia.
La sua pelle aveva una sfumatura dorata, che non aveva niente a che fare con lo stare al sole. Zigomi alti e larghi accompagnano una bocca ampia ed espressiva, rifinita con una mascella che avrebbe potuto essere scolpita dal granito.
Avrei voluto che fosse meno attraente – o che io fossi meno superficiale – ma in entrambi i casi, cambierebbe poco alla fine della giornata. Zayne non era solo un bel pacchetto che nascondeva una regalo brutto, o una personalità insipida. Era molto sveglio, con un’intelligenza acuta come il suo ingegno. Lo trovavo spiritoso e divertente, anche quando mi dava sui nervi e diventava iperprotettivo.  Ancora più importante, tuttavia, Zayne era veramente gentile, e Dio, la gentilezza era così sottovalutata da molti.
Aveva un cuore buono, grande e gentile, anche se aveva perso una parte della sua anima.
C’è un detto che dice che gli occhi sono lo specchio dell’anima, ed è vero. Almeno lo è per i Guardiani, perché a causa di quello che gli è successo i suoi occhi erano di una pallida e glaciale sfumatura di blu.
Era uscito con Layla, la ragazza metà demone e metà Guardiano con cui era cresciuto, che si dà il caso fosse anche la figlia di Lilith. Lei e Zayne si erano baciati e, a causa del modo in cui le abilità di Lilith si erano manifestate in Layla, lei aveva preso una parte della sua anima.
Le mie mani si chiusero a pugno. L’intera faccenda dell’anima era stata accidentale, e Zayne conosceva i rischi, ma questo non fermò il bagliore di rabbia e di qualcosa di molto più sgradevole che mi colpì. Zayne l’aveva voluto così tanto – l’amava così tanto – da correre quel rischio. Mettere in pericolo sé stesso e la sua vita solo per baciarla.
È stato estremo, perché dubitavo che un’anima meno che intera sarebbe stata considerata con favore una volta arrivati alle porte del Paradiso, e non importava quanto fosse buono il cuore di qualcuno.
Quel tipo di amore non poteva semplicemente morire, non in sette mesi, e qualcosa che non volevo ammettere – qualcosa che avevo chiuso nel cassetto – era avvizzito un po' nel mio petto.
«Tutto okay?» chiese Zayne, mentre posava il sacco e i fogli arrotolati sull’isola. L’odore che emanava il sacco marrone mi ricordò la carne grigliata.
Mi chiesi se stava percependo qualcosa attraverso il legame, tenendo gli occhi sul sacco marrone mentre annuivo. «Si. Allora, ehm, riguardo a ieri sera–»
«Cosa?»
«Mi dispiace per, sai, aver pianto su di te.»
Il calore si diffuse sulle mie guance.
«Non devi scusarti, Trin. Ne hai passate tante.»
«Anche tu.» Fissai le mie dita e le mie unghie scheggiate e smussate.
«Avevi bisogno di me, e io avevo bisogno di essere qui.» Zayne lo faceva sembrare così semplice, come se fosse sempre stato così.



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